
Interessi turistici:
La vasta area della Pianura Padana, o meglio del bacino idrografico del Po, fu interessata dalle prime comparse di gruppi di popolazioni nomadi, e dai primi insediamenti umani stabili, verso il XV secolo a.C.. Dapprima i Pelasgi, di cui non si conosce ancora l'origine etnica, poi i Celti, infine i Galli, occuparono questo esteso territorio scendendo dai valichi alpini.
Alcune cronache locali fanno risalire a un probabile etimo celto-gallico "Kor-A-Man" di significato oscuro, il nome del comune di Cormano. A questo ceppo, si innestarono forti correnti etrusche, che fondarono qua e là stazioni mercantili che presto si mescolarono con i popoli residenti, risollevando, con i loro commerci e con le loro attività produttive, le tristi e misere sorti dei villaggi.
DESCRIZIONE DEL TERRITORIO
A mortificare una popolazione già estenuata dai sacrifici sopraggiunsero due incendi: il primo nel 1815 e il secondo, che distrusse l'intero paese tranne la chiesa e la Villa Manzoni, nel luglio 1848. I contadini ne attribuirono la colpa ad alcuni fautori degli austriaci, appena cacciati da Milano.
Oggi, il territorio di Cormano, posto a mezzogiorno della fascia della brughiera, ma a monte di quella dei fontanili, resta particolarmente fertile nonostante sia praticamente assorbito dalla periferia della metropoli, vista anche la vicinanza al grande Parco Nord. Il Comune usufruisce di buoni collegamenti con Milano, grazie alla rete delle Ferrovie Nord, alla Strada Statale Milano - Meda, alla Strada Provinciale dei Giovi e all'Autostrada Milano - Venezia.
Il territorio giuridico del Comune di Cormano copre di fatto cinque agglomerati urbani: Brusuglio, Cormano Centro, Ospitaletto, Molinazzo e Fornasè. Questi ultimi due quartieri hanno avuto la loro origine nel flusso migratorio degli anni ’60 e ’70.
Superficie: 4 kmq
Popolazione (al 31.12.2006): 19.129
(Fonte: www.comune.cormano.mi.it)



Più tardi sopraggiunsero i Romani, che imposero le loro leggi, la loro religione, i loro costumi, la loro lingua. Pare, stando ad una tradizione e consuetudine storica, oramai consolidata, che furono essi a dare il nome a Cormano da "Corte Manlia" avendo stabilito a presidio del villaggio una corte della X Legione, comandata dal Centurione Manlio.
Nei dintorni di Cormano, nel Medioevo sorse un istituto destinato a dare ospitalità ai pellegrini, ma soprattutto ai poveri inabili al lavoro. Nel 1339 fu aggregato all'ospedale di Santa Caterina di Milano, che nel 1458 fu a sua volta assorbito dall'Ospedale Maggiore.
L'edificio dal 1580 ospitò un collegio per le fanciulle che tuttavia nel 1603 fu trasferito e diventò proprietà privata. La località conserva tuttora il nome di Ospitaletto.
Nel 1674 Cormano fu concesso in feudo a Paolo Besozzi, nominato conte l'anno dopo. A questa casata subentrarono poi i Clerici, gli Aliprandi, i Fossati e i Carcano. Era l'epoca in cui le famiglie nobili milanesi si recavano in villeggiatura presso i loro poderi. A Cormano sorsero così diverse ville mentre a Brusuglio, accanto alla strada maestra, due palazzi contigui: il più grande fu quello dei conti Imbonati (che poi passerà per disposizione testamentaria di Carlo Imbonati a Giulia Beccaria, madre di Alessandro Manzoni) e l'altro quello dei conti Trotti. Queste due famiglie si dividevano praticamente l'intero territorio di Brusuglio, allora un piccolo comune. La popolazione era di 150 anime, riferisce un attestato del parroco datato 1769, e non vi era persona che non era povera o che per vivere non lavorava terreni altrui.